I resti del Teatro romano
All'inizio dei lavori progettati da Paolo Mezzanotte furono ritrovati i resti di un Teatro romano distrutto.
Già frequentatissimo in epoca imperiale e forse già esistente in epoca repubblicana, questo sito viene citato da Ausonio nel IV secolo d.C. e fu utilizzato come luogo di riunione fin dal XII secolo in epoca medioevale. Il ricordo di questo antico insediamento è ricordato nella toponomastica della via San Vittore al Teatro e della piazza omonima oggi scomparsa.
La presenza di questi resti era quindi nota, ma non lo era la loro vastità che impose il problema della conservazione; il ritmo dei lavori dovette rallentare e fu rivoluzionata la progettazione della rete degli impianti e dei servizi già predisposti per i due livelli dei sotterranei e in qualche caso già attuati.
Nel febbraio del 1930 l'Associazione nazionale “Atene e Roma” chiese una serie di provvedimenti per la tutela e la valorizzazione degli scavi che vennero, per la maggioranza, accolti dal Consiglio Provinciale dell'Economia, committente della costruzione del Palazzo delle Borse.
Vennero quindi rispettati in essere quasi tutti i ruderi e indicato nel pavimento della soprastante Sala del Mercato dei Grani un tracciato a specchio del perimetro del Teatro romano sottostante; inoltre furono predisposti i passaggi per visite guidate a questa sezione archeologica per le quali fu creato un ingresso separato per il pubblico dalla via delle Orsole; venne infine autorizzata l'esibizione di una targa esplicativa all'esterno dell'edificio.
La targa con lo schema dei ruderi - disegnata in rosso su una lastra di marmo in scala 1:20 dall'architetto Paolo Mezzanotte - fu apposta come previsto “…sul dado del piedestallo sottostante alla prima lesena a destra verso l'ingresso della Borsa Merci”, ed è ancora oggi visibile.
Fu invece negata la costruzione di un'apertura nel pavimento dal piano superiore per la vista diretta degli scavi.
L'area porta anche le testimonianze di alcune strutture murarie medioevali che si aggiunsero ai resti del vecchio Palazzo Turati: percorrendo i sotterranei si poteva quindi passare dal salone delle macchine, alla cripta del Teatro Romano, al modernissimo ristorante appena creato nel primo sotterraneo.
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